

In una serie di notevoli articoli pubblicata nella sua sezione
di saggistica, la rivista "Nature" (http://www.nature.com/nature/journal)
ha inteso fare una raccolta di punti di vista sul tema, facile
da enunciare ma difficile da focalizzare, dei rapporti tra la musica
e le altre scienze, con particolare riguardo alla neurologia del
cervello.
Diamo di seguito una serie di riassunti degli articoli, che
pubblicheremo "a puntate" nel corso dei prossimi mesi.
Il primo esamina da un punto di vista panoramico la situazione
nei diversi campi di trattazione dell'argomento.
Il secondo parte da una domanda fondamentale circa l'utilità
della musica e prende in considerazione aspetti biologici, genetici
e legati all'apprendimento.
Il terzo mette in guardia sui rischi che la globalizzazione
dell'ascolto e della pratica musicale comportano in relazione all'attività
di ricerca degli etnomusicologi - e, di conseguenza, degli scienziati
che indagano le basi culturali della musica.
Il quarto esamina i rapporti musica-cervello e presenta un modello esauriente del fenomeno dal punto di vista neurologico, illustrando come il potere emotivo della musica dipenda dalla struttura dell’orecchio e dalla capacità di codifica delle informazioni propria
del cervello.
Il quinto dimostra la necessità di una vasta e variata base di dati musicali e del linguaggio sia verbale che musicale per studiare il modo con cui la specie umana dà un significato alle informazioni sonore che vengono trasmesse al cervello.
Il sesto esamina compiutamente come psicologia, fisica acustica e moda hanno influenzato e influenzano l’acustica degli ambienti di ascolto, sale da concerto soprattutto, nel passato e oggi.
Il settimo fa uso dell’analisi statistica come mezzo di ausilio nello studio della storia della musica, nella classificazione delle tecniche musicali, e nell’arte stessa della composizione.
L'ottavo dà conto delle nuove tendenze dell'analisi musicologica, e nello specifico del superamento dell'approccio puramente filologico in favore di uno studio che consideri la musica una manifestazione culturale più ricca della sola dimensione scritta.
Il nono lancia un allarme sulle distorsioni che avvolgono sempre di frequente il fenomeno musicale e il nostro modo di guardare ad esso. E propone di allargare il campo di studi alle abitudini di ascolto, per comprendere a fondo le implicazioni culturali della muica..
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Philip Ball - Consulente editoriale - 8 maggio 2008
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Josh Mc Dermott - Ricercatore - Dipartimento di Psicologia
Università del Minnesota- 15 maggio 2008
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David Huron - Ricercatore -
Centro di Scienze Cognitive
Università di Stato dell’Ohio - 22 maggio 2008
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Laurel Trainor, Direttore Institute for Music and the Mind
Università McMaster, Hamilton, Ontario,
Canada
- 29 maggio 2008
:: Aniruddh D. Patel – Neuroscience Institute, San Diego, California
5 giugno 2008
:: Michael Barron, Facoltà di Architettura e Ingegneria Civile,
Università di Bath, UK - 12 giugno 2008
:: Damian Zanette, Docente di Fisica, Istituto Balseiro,
San Carlos de Bariloche, Rio Negro, Argentina
:: Nicholas Cook, Direttore Ricerche per la Storia e l’Analisi
della Musica Riprodotta, Università di Londra – 26 giugno 2008
:: John Sloboda, Docente di Psicologia, Institute of Law,
Politics and Justice,
Keele University, Staffordshire, UK
– 3 luglio 2008
:: Andrea Pirera – Considerazioni finali |